Sindromi a LUNGA LATENZA

 

Sindrome falloidea

Il caso più pericoloso e ad esso sono riferibili la maggior parte dei decessi. 

Specie responsabili : Amanita phalloides , A. verna, A. virosa, Galerina marginata, Conocybe filaris, Lepiota helveola, L. josserandii e sicuramente numerose altre piccole Lepiota delle Sez. Ovisporeae e Lilaceae ; sono inoltre fortemente sospette le specie affini a quelle citate.

Latenza dalle 7 alle 24-30 ore (quando non ingerita in commistione con altre specie).

Principali sintomi : I fase, disturbi gastrointestinali (nausea, vomito alimentare poi biliare, diarrea coleriforme), disidratazione con conseguente ipotensione, sete intensa, dolori addominali; II fase, apparente miglioramento; III fase, insufficienza epatica acuta e comparsa di ittero, coagulopatia, talvolta grave disidratazione con insufficienza renale funzionale, sopore, coma e possibile decesso. In ogni caso, in conseguenza dell’insufficienza epatica acuta, il fegato potrà essere irreversibilmente compromesso, fino a necessitare di trapianto.

Sindrome orellanica

Specie responsabili : Cortinarius orellanus, C. speciosissimus, loro varietà e specie affini. Sono inoltre sospetti, come già suggerì R. Tomasi, tutti i Cortinari dalle colorazioni rosse, rosso mattone, fulvastre, arancioni, giallo-verdastre (cfr. Sottogeneri Leprocybe e Dermocybe ), anche se studi recenti parrebbero dimostrare l’assenza di orellanina.

Latenza : 4-48 ore, fino a 20 giorni, eccezionalmente anche di più.

Principali sintomi: I fase (quando presente), disturbi gastrointestinali (nausea, vomito alimentare, diarrea, dolori epigastrici), disidratazione con conseguente ipotensione, sete intensa, dolori addominali; II fase, silente da 3-4 a 20 giorni e più; III fase, insufficienza renale acuta caratterizzata da dolori lombari, sete, crampi muscolari, tremore, aumento e diminuzione della secrezione di urina, nausea, vomito biliare, iperazotemia, uremia, coma e possibile decesso. In ogni caso, in conseguenza dell’insufficienza renale acuta, può essere necessario il trattamento emodialico (spesso permanente) o trapianto del rene.

Sindrome giromitrica

Specie responsabili : Gyromitra esculenta e altre congeneri. È sospetta Cudonia circinans.

Latenza : da 5-6 a 24 ore e più.

Principali sintomi: (quando presenti), disturbi gastrointestinali (nausea, vomito alimentare poi biliare, diarrea), cefalea, disidratazione, dispnea; successivamente interessamento epato-renale con lesioni al fegato e ai reni, comparsa di ittero e insufficienza epatica. Possono inoltre presentarsi emolisi, disturbi neuropsichici (irrequietezza, agitazione psicomotoria, delirio), disturbi visivi, arresto cardiaco e morte.

Sindrome paxillica

Specie responsabili : Paxillus involutus e, verosimilmente, Paxillus rubicundulus (= P. filamentosus ).

Latenza : da 1 a 9 ore e più, talvolta soltanto a seguito di ingestioni successive ravvicinate.

Principali sintomi: (I ingestione, quando presenti), manifestazione gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea, dolori intestinali), (II ingestione e successive), crisi emolitica, sensibilizzazione anticorpale solo emopoietica, responsabile di una forma anafilattica e enterica, ittero, emoglobinuria, oliguria, grave anemia, collasso shock e possibile morte.

A Paxillus involutus veniva attribuita in passato una grave tossicità allo stato crudo, ma veniva accreditata una buona commestibilità da cotto.

Per chiudere la trattazione delle sindromi a lunga incubazione rammentiamo che gli interventi curativi che possono essere somministrati all’avvelenato, come primo momento di soccorso, consistono in aiuti alla reiezione del materiale fungino ingerito (specialmente se la sintomatologia si instaura in modo abbastanza precoce). Dovrà essere tassativamente esclusa l’ingestione di bevande alcooliche e di tutte le sostanze che hanno incidenza sul sistema nervoso. L’avvio a un Pronto Soccorso o, se possibile, a un centro specializzato è, comunque, l’unica scelta possibile. Ricordiamo, a questo proposito, come a Brescia si sperimentò, con grande profitto, la collaborazione tra l’insigne micologo Renato Tomasi e il 1° Centro di Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile per la diagnosi e la cura degli avvelenamenti da funghi tossici. Il loro esempio è ora seguito in altre realtà ospedaliere e si auspica che possa costituire, in futuro, il criterio generale: stretta collaborazione fra medico e micologo.

Sindromi a BREVE LATENZA

Sindrome muscarinica

Specie responsabili : Clitocybe “gruppo bianche” tra cui, Clitocybe cerussata, Clitocybe dealbata, e molte altre, numerose Inocybe , tra cui Inocybe asterospora, Inocybe praetervisa, Inocybe geophylla, Inocybe rimosa (= Inocybe fastigiata ), e

altre ancora.

Latenza : da 15-30 minuti a 4 ore circa.

Principali sintomi: disturbi gastrointestinali (nausea, vomito alimentare, diarrea, dolori epigastrici), sudorazione profusa con ipersecrezione di liquidi da naso, bocca e bronchi, disidratazione, tremori, brividi, restringimento della pupilla e rallentamento del ritmo cardiaco (miosi e bradicardia), ipotensione e, talvolta, collasso cardio-circolatorio.

Sindrome panterinica

Specie responsabili : Amanita pantherina e Amanita muscaria, loro varietà e forme; è sospetta Amanita junquillea (= Amanita gemmata).

Latenza: da 15-30 minuti a 4 ore circa.

Principali sintomi: disturbi neuropsichici (euforia, ebbrezza, collera, stato confusionale), dilatazione e restringimento della pupilla a fasi alterne, incoordinazione dei movimenti volontari, eccitazione o depressione del sistema nervoso centrale, possibili convulsioni, raramente morte.

Sindrome psilocibinica e psicotropa

Specie responsabili : Pluteus salicinus, Inocybe aeruginascens, numerose specie dei generi Panaeolus e Psilocybe ; sono sospette Gymnopilus spectabilis, Mycena pura, sue varietà e specie affini, alcune Stropharia, Conocybe e Cortinarius infractus.

Latenza: da 15 minuti a 2 ore circa.

Principali sintomi: disturbi gastrointestinali (non sempre manifesti) formicolio, delirio, allucinazioni visive e olfattive, depersonalizzazione, sensazione di sognare (stato onirico), depressione, talvolta agitazione psicomotoria e mania suicida.

Sindrome coprinica

Specie responsabili : Coprinus atramentarius e specie affini; sono sospette Clitocybe clavipes, Boletus luridus e Coprinus micaceus.

Latenza: da 2-6 a 48 ore e più, in concomitanza con l’assunzione di bevande alcoliche.

Principali sintomi: analoghi a quelli prodotti da antabuse: arrossamento della cute (eritema) prevalentemente di viso, collo e cuoio capelluto, tachicardia, ipotensione, vertigini, perdita delle forze, sudorazione e stordimento.

Sindrome gastroenterica e lassativa

Si tratta di intossicazioni di solito passeggere e a conclusione benigna, la cui gravità varia dai banali fatti lassativi a situazioni ben più virulente e gravi; responsabili sono una lunga serie di funghi dichiarati “tossici”.

Specie responsabili : Entoloma sinuatum (= Entoloma lividum), Entoloma rhodopolium, Entoloma nidorosum; Tricholoma pardinum (= tigrinum ), Tricholoma groanense (=josserandi), Tricholoma sulphureum; Omphalotus olearius; Macrolepiota venenata; Boletus satanas; Hypholoma fasciculare e Hypholoma sublateritium; Hebeloma sinapizans, Hebeloma crustuliniforme e altre congeneri; Agaricus romagnesii e gli Agaricus del gruppo xanthodermus; Russula e Lactarius acri; Ramaria pallida e Ramaria formosa; tutti gli Scleroderma e i Choiromyces; Sarcosphaera crassa. Molte altre specie sono quanto meno sospette.

Intossicazioni analoghe si sono riscontrate anche in seguito al consumo di specie normalmente dichiarate “commestibili”: in particolare, Clitocybe nebularis, Armillaria mellea, Macrolepiota del gruppo rhacodes , Leucoagaricus leucothites (= Lepiota naucina) e persino i Boletus del gruppo dell’edulis . Mentre per le prime è ormai accertata almeno una tossicità di tipo termolabile, per Leucoagaricus leucothites pare si possa asserire che il fungo, abitudinario di parchi e giardini anche urbani, sia veicolo di una tossicità indotta e assorbita da terreni inquinati. Sconcertano, ma occorre prenderne atto, le problematiche insorte relativamente al consumo dei porcini…

Latenza : talvolta già alla fine del pasto, di norma entro 6-8 ore, ma per Armillaria mellea e Clitocybe nebularis, la latenza può raggiungere le 10-12 ore.

Principali sintomi: data la quantità di specie responsabili, la sintomatologia può variare notevolmente: da semplice dissenteria a coinvolgimento di tutto l’apparato gastrointestinale con nausea, vomito, cefalea, vertigini, sudorazione, dolori epigastrici, etc. Per quanto concerne le intossicazioni da A. mellea s.l. e da C. nebularis la sintomatologia prevede prevalentemente: vomito, diarrea, dolori e crampi addominali a volte con frequenza e intensità tali da simulare una sindrome falloidea che impone un trattamento aggressivo in attesa e/o in mancanza di riconoscimento micologico.

Limitare il consumo di funghi e sottoporli a opportuna cottura, ma soprattutto “nel dubbio è meglio astenersi”.